EVENTI maggio - dicembre 2018


indexjpg    13 Ottobre lo spettacolo del Giro di Lombardia con gli espositori del Panathlon in bella mostra



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"In gara per la legalità" giornata conclusiva - 7 Ottobre - Domenica pomeriggio di festa ma anche di impegno sociale, con quasi 600 persone arrivate da tutti i dintorni per camminare nel viale della legalità all’interno del Parco Scalabrini. Consegnate2 Targhe Fair Play:

1)  alla Società Pallavolo Appiano Gentile perchè i giocatori delle sue due squadre, durante l'ultima partitasi sono affrontati lealmente senza calcoli di classifica che avrebbero dato l'accesso alla finale per entrambe

2)  Targa “Fair Play” alla Società Pallacanestro Appiano Gentile. I ragazzi hanno rifiutato la vittoria a tavolino (alla squadra avversaria mancava + di un giocatore) e prestato loro i propri compagni per poter disputare la partita.




22 settembre CULTURA – Al convegno organizzato dal Club di Pavia- “eSport gioco virtuale o sport reale?” in rappresentanza del Club di Como Renata Soliani


    2018-09-20 Burraco_PanCOjpg    Conviviale di Settembre - collegati


18 settembre

– Organizzata da Centocantù presso CANOTTIERI LARIO 1891 Como, serata con GIANNI MOTTA VINCITORE DELLA 58° EDIZIONE DEL “GIRO DI LOMBARDIA 1964” A COMO. E’ stata moderata da EDOARDO CERIANI Capo redattore servizi sportivi de “La Provincia di Como” e GIUSEPPE FIGINI decano del ciclismo e collaboratore di “TUTTOBICIWEB” per anni anima di RCS Gazzetta dello Sport

 - Presentazione delle Carte Panathletiche e dei Premi Fair Play a Cantù (con Associazioni sportive) con Siani, Soliani e Monego.

- Il Prof. Chiaratti in Provincia, sede CSI, per la presentazione del progetto “Quarta Categoria”

- Guido e Mino Bruno con il Presidente Mojoli e diversi soci alla Canottieri Lario per la presentazione della 56a giornata della bicicletta del Ghisallo

13 settembre Panathleti ai festeggiamenti dei 100 anni della Como nuoto


8 settembre - una Targa Fair Play  Panathlon a Vincenzo Luppino, un ragazzo di 16 anni del Cucciago Bulls Basket, per il suo comportamento esemplare durante gli Educamp estivi, organizzati dal Coni, a Campodolcino e a Cucciago


Settembre: Un mese per lavorare sul progetto "IN GARA PER LA LEGALITA' "

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In gara per la legalità per scacciare la mafia dallo sportL’8 settembre il centro civico del Comune di Bregnano ha ospitato la presentazione del primo torneo polisportivo contro la criminalità organizzata.

Fino al 7 ottobre 23 società con 400 giovani atleti si sfideranno a basket, calcio e pallavolo in cinque paesi della Bassa comasca per cercare di sradicare il cancro delle mafie dalle squadre e dalle associazioni sportive del nostro territorio. Impegnati diversi comuni comaschi,  coordinati dal Comitato 5 dicembre che si batte da anni per la legalità, in collaborazione con il Coni e il Panathlon, accanto al giornale La Provincia e alla Cisl dei laghi. Achille Mojoli ha sottolineato i valori del Panathlon, la perfetta sintonia con quanto portato avanti dal Comitato e il sostegno del sodalizio comasco che si concretizzerà il 7 ottobre con la consegna di 4 targhe Fair Play per chi si sarà particolarmente contraddistinto con il proprio comportamento nello svolgimento dei vari tornei. Andrea Zoanni - presidente del Centro studi contro le mafie Progetto San Francesco - ha poi fatto un’ampia illustrazione dell’intero progetto e dei tornei che vedranno il coinvolgimento di un numero veramente significativo di giovani atleti. «La criminalità organizzata si insinua nello sport e soprattutto nel calcio per riciclare denaro sporco – riporta il quotidiano la Provincia - comprando le società in difficoltà economiche, ma soprattutto per conquistare consenso sociale, perché si sostituisce a quando di buono c’è nei nostri paesi. Vogliamo lanciare un grido d’allarme perché da tempo le mafie anche qui, vicino a Como, hanno allungato i tentacoli sul nostro sport. Non sapere non è più una scusante».


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Giugno 2018 - Como nuoto. Un pomeriggio alla Como Nuoto davvero speciale con la presenza di tanti panathleti tra cui il Rudy Tavana, per il talk show, accanto agli altri medici, alle atlete e ai volontari.

Il Presidente Mario Bulgheroni ha accolto amici e ospiti accompagnandoli a bordo piscina per una esibizione delle “Rane Rosa” seguita dal nuoto sincronizzato. Un pool di ragazze fortissime!



L'incontro con Gian Battista Baronchelli – già previsto per fine maggio – siè tenuto a Lenno MERCOLEDI 27 GIUGNO come da locandina allegata.



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15 giugno CONVIVIALE collegati





26 MAGGIO  - 8° Convegno Centro Ricerche MAPEI Sport "ALLENAMENTO E PERFORMANCE: UNA VISIONE INTERNAZIONALE"presso il Centro Congressi Malpensa Fiere - Via XI Settembre, 16 - Busto Arsizio (VA)


25 Maggio - Collaborazione con la scuola: Giornata sportiva con la scuola primaria di Alzate Brianza



23 Maggio - Dalle 15, secondo incontro al liceo sportivo dell'Istituto Sant'Elia di Cantù dal titolo "Strategie per l'integrazione dei minori nelle associazioni sportive: quali problematiche"


Conviviale del 16 Maggio - Secondo tradizione si è svolta con i Club gemellati di Lugano e Varese. Il Presidente Mojoli, accompagnato da numerosi panathleti, si è recato a Lugano, sede scelta per la ricorrenza.

Quest’anno si è avuta la gradita presenza degli amici del Club Sopraceneri. Il tema “Etica, sport e fair play” è stato trattato da un relatore d’eccezione, il professor Ario Federici, docente all’Università di Urbino e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in scienze dello sport presso lo stesso ateneo. È arrivato in Svizzera dalle Marche dove è nato, vive e lavora, per parlare di questi valori dello sport che non hanno frontiere. I lavori sono stati introdotti dalle autorità del luogo che hanno riconosciuto tutti l’importanza del tema della serata, considerato fondamentale. Piacevolissima la relazione di Ario Federici che ha incantato tutti con una dialettica accattivante e con la presentazione di diapositive che hanno permesso di entrare in sintonia con le sue parole incisive, attuali e ricche di messaggi reali. Maggior informazioni nella sezione "conviviali"


DIPLOMA D'ONORE AD ACHILLE MOJOLI


La dichiarazione di Achille Mojoli

“Questo riconoscimento è per me motivo di grande orgoglio perché premia quel progetto visionario di cui sono stato l’ideatore e il promotore, il Centro Remiero del Lago di Pusiano che oggi, grazie alla conduzione entusiasta e di ampio respiro del nostro Socio Fabrizio Quaglino, è diventato un punto di riferimento di livello internazionale per lo Sport del Canottaggio e un volano importante per lo sviluppo turistico e di conseguenza dell’economia del territorio dell’Alta Brianza”. 

Il Centro è stato visitato dal Club nella conviviale del 9 luglio 2016





Venerdì 11 maggio a Villa Cocca (Gavirate – Va) Achille Mojoli è stato insignito del Diploma d’onore durante la Cerimonia di premiazione per i 130 anni della federazione italiana canottaggio condotta da Luca Broggini, voce del canottaggio italiano. Passione, valori ed un grande spirito di coesione sono emersi dal gruppo di autorità, dirigenti, allenatori, atleti, giudici arbitri e tanti appassionati che con il proprio lavoro hanno contribuito alla crescita della Lombardia del canottaggio in Italia e anche al di fuori del confine nazionale. I festeggiamenti sono partiti da Torino il 14 marzo e termineranno il 1° di dicembre a Roma con diversi eventi, tra cui una regata conclusiva sul Tevere e l’emissione di un francobollo il cui annullo avverrà nei giorni dell’assemblea.  La cerimonia è iniziata con i saluti ufficiali del Vice Sindaco di Gavirate Massimo Parola e del numero uno del CONI Lombardia Oreste Perri.   Fabrizio Quaglino, panathleta comasco e Presidente del Comitato regionale Lombardia ha accolto i presenti dicendosi onorato di rappresentare il remo lombardo, fatto di storia e di progetti ambiziosi  e ha passato la parola al Presidente della Federazione Italiana Canottaggio Giuseppe Abbagnale (vincitore di due titoli olimpici e sette mondiali nel canottaggio, portabandiera per l'Italia ai Giochi olimpici di Barcellona 1992 e che SARA’ OSPITE DEL CLUB DI COMO ALLA CONVIVIALE DEL 15 GIUGNO ).

Galleria fotografica con tutti i premiati al collegamento

http://www.canottaggiolombardia.it/?p=5287



Il Presidente Abbagnale ha ringraziato per la partecipazione tutti quelli che, come lui, non dimenticano il passato, ricco di successi, per continuare a migliorare il presente. “Sono le grandi emozioni che il mondo remiero ha regalato in questi anni – ha ricordato il Presidente – ed il lavoro costante e spesso silenzioso che tanti fanno, che veicolano i valori che il canottaggio riesce ad esprimere con le proprie azioni sia durante le competizioni agonistiche sia nei confronti dei giovani per avviarli allo sport e alla consapevolezza del valore della vita”. Ed è stato molto felice di poter rendere omaggio alle tante persone che hanno contribuito ad elevare il ranking del canottaggio con un riconoscimento ed un pubblico applauso. 


Le parole di Fabrizio Quaglino Presidente del Comitato regionale Lombardia della Federazione Canottaggio ad Achille Mojoli: “Con la cerimonia di premiazione per i 130 anni della federazione italiana canottaggio abbiamo voluto ricordare quelle figure che hanno permesso alla nostra federazione di crescere, di conseguire risultati, di formare gran parte degli atleti che in questi lunghi anni hanno vestito la maglia della nazionale e non solo. Molte di queste figure non trovano spesso (per non dire "mai") spazio sulle pagine di cronaca ma sappiamo bene che in ogni evento, in ogni momento della nostra attività, sono una parte importante della macchina operativa; per questo abbiamo premiato gli  allenatori , i  giudici arbitri oltre a quei personaggi che, come te,  hanno lavorato dietro le quinte senza mai "utilizzare" o promuovere se stessi attraverso i loro grandi progetti. E devo dirti che questa scelta operativa nell'assegnazione dei Diplomi d'Onore, è stata molto apprezzato dalle società lombarde. Tra i personaggi abbiamo voluto pertanto ricordate te e l'Autorità di Bacino attraverso il presidente Lusardi per l'impianto di Eupilio (visitato dal Club nella conviviale del 9 luglio 2016),  Attilio Fontana e Dario Galli per il favoloso impianto di Varese;  due realtà che rappresentano un punto di riferimento internazionale nel mondo del canottaggio. Noi, io, stiamo solo facendo il nostro dovere niente di più. Grazie ancora a nome delle società di canottaggio del lago di Como e grazie dalla Federazione che, in Lombardia, mi onoro di rappresentare.


SPORT e INTEGRAZIONE al Liceo Sportivo Sant'Elia di Cantù

8 Maggio 2018 - La vittoria più bella dello sport è quella che avviene nella normalità quotidiana. Per trasmettere ai giovani quanto importante sia il ruolo della disciplina sportiva nell’integrazione Coni e Panathlon hanno organizzato tre incontri, il primo dei quali andato in scena questa mattina all’istituto Sant’Elia. Dopo il benvenuto del padrone di casa, il Dirigente Lucio Benincasa, si sono aperti i lavori con i saluti di Katia Arrighi, delegata Coni di Como, del presidente Panathon Como Achille Mojoli e del prefetto Sua Eccellenza Dott. Bruno Corda. Moderati da Edoardo Ceriani, capo redattore dello sport de La Provincia e panathleta, sono  intervenuti Giuseppe Giovannetti della giunta del Coni lombardo e responsabile regionale del Progetto Licei sportivi; Stefania Lella, sempre del Coni, e Massimo Achini, presidente regionale del Csi.  Una esperienza molto seguita è stata quella presentata da Stefano Malerba, presidente dell'Associazione sportiva dilettantistica Diavoli Rossi di Varese così come apprezzato è stato il momento con i calciatori Osman e Amadu dell'Asd Esperia Lomazzo che ha vinto la Coppa Disciplina dell’Open a 11 della serie B di calcio del Csi di Como. Questi ultimi hanno parlato della loro esperienza ed erano accompagnati dal panathleta e consigliere Claudio Chiaratti che riveste all'interno della società il ruolo di Direttore Generale.


Intervento di Achille Mojoli, Presidente del Panathlon Club di Como. “Uno dei pilastri del Panathlon International è l’affermazione dell’ideale sportivo e dei suoi valori morali e formativi quali strumenti di educazione e crescita dei ragazzi. Per il Panathlon lo sport rappresenta un elemento fondamentale sul piano emotivo e sociale perché l’ambiente multidimensionale, dinamico, ludico in cui viene praticato favorisce la coscienza di sé e del proprio corpo e lo fa diventare uno strumento educativo e formativo spesso anticipatore dei mutamenti sociali. Come sottolineato dal Consiglio dell'Unione Europea, lo sport è fonte e motore di inclusione sociale e viene riconosciuto come uno strumento eccellente per l'integrazione delle minoranze e dei gruppi a rischio di emarginazione sociale. Un concetto che più volte è stato ribadito nei vari congressi del Panathlon International. A testimonianza vi cito questa frase che il nostro compianto presidente onorario Antonio Spallino, nell’introduzione di un testo dal titolo “Multiculturalità e sport - Atti del XV Congresso del Panathlon International” scrisse: “Nello spirito dell’olimpismo ci proponiamo di favorire l’amicizia, convinti come siamo che il nostro motto “Ludis iungit” sigilli la convinzione della valenza formativa e solidaristica della pratica sportiva a tutte le età, in qualsiasi condizione psico-fisica, sotto qualunque cielo, senza distinzione di razza, di sesso, di età". Siamo certi che nello sport le naturali differenze di origine, di colore, di lingua e di cultura siano fondamentali per accrescere ed arricchire il singolo individuo. Il linguaggio sportivo è universale, supera confini, lingue, religioni ed ideologie e possiede la capacità di unire le persone, creando ponti e favorendo il dialogo e l'accoglienza. Bisogna quindi incoraggiare, promuovere, e diffondere la cultura sportiva. In ogni disciplina e ad ogni livello. Avvalora questa convinzione anche quanto leggiamo in un articolo di Floriana Bulfon tratto da “L’espresso”: Una ricerca realizzata dal Cnr insieme a IRPPS su mille studenti e una trentina di docenti delle scuole medie di tutta Italia racconta come i ragazzi di diverso background sociale e geografico vivono l'attività sportiva. Con una certezza: fare sport insieme aiuta l'integrazione di chi viene da famiglie immigrate o dallo status economico precario. Lo sport è un veicolo potente: si rivolge a tutti senza distinzioni, parla un linguaggio universale e promuove e diffonde valori fondamentali per l’integrazione quali il merito, l’impegno e l’uguaglianza. Nell’augurarvi “buon lavoro” vi lascio con una frase di Nelson Mandela: ricordatevi che lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione".


L'intervento del Prefetto di Como dott. Bruno Corda “Como è un territorio di confine e, per ovvi motivi, di ragazzi stranieri sul nostro territorio ne abbiamo parecchi. Quindi abbiamo in questo momento un problema di accoglienza  ma soprattutto un problema di integrazione. Dobbiamo fornire ai ragazzi stessi gli strumenti che possano loro consentire di radicarsi sul territorio nel quale decideranno di vivere. La recente modifica della legge ha portato il fatto che tutti i ragazzi minori stranieri non accompagnati non sono considerati irregolari e quindi “devono” stare sul territorio che scelgono. Quindi occorre pensare a quale potrà essere la prospettiva di questi ragazzi sul territorio perché pensare che siano degli ospiti qualche volta anche poco graditi oltre che sbagliato è anche poco lungimirante. In questo modo non si affronta il problema. Nel rispetto delle regole e delle norme dobbiamo trovare soluzioni.

La presenza di giovani stranieri che sono già sul territorio da tempo (seconda e terza generazione) permette di osservare che essi si indirizzano prevalentemente verso istituti tecnici e professionali. I licei invece sono quasi totalmente frequentati da soggetti italiani.

La prospettiva futura è di un quadro dirigenziale formato dai ragazzi che frequentano il liceo e gli altri che faranno gli operai o  si dedicheranno a lavori manuali. Questa ovviamente è una società sbagliata, organizzata in un modo distorto. Però se guardate le statistiche, sta accadendo. Quindi il problema di integrazione è reale. I sistemi per poter cambiare qualcosa arrivando a rispettare i criteri di ospitalità e appartenenza sono fondamentalmente due: il primo la cultura, il secondo lo sport. Questi ragazzi devono diventare protagonisti e non rimanere “ospiti”! Per questo motivo plaudo a questa splendida iniziativa organizzata dal Coni e dal Panathlon che apre il dialogo verso entrambe le finalità”.

Il Dott. Giovannetti – Membro Giunta Coni Lombardia responsabile regionale del Progetto Licei sportivi -ha informato dei risultati di un questionario distribuito a 4000 studenti di tutta Italia (medie inferiori) e il primo dato che sta emergendo è che il 32% di stranieri fa attività sportiva non necessariamente agonistica ed ha aumentato il numero di amicizie. Quindi si stanno integrando. Ovvio che l’impegno deve essere di tutti, dalle Istituzioni, dal CONI alle società sportive. 

Dott. Massimo Achini, Presidente Regionale CSI (ente di promozione sportiva) . 

Dopo 8 anni alla direzione del Centro sportivo italiano, dal 2016 è presidente del Csi Milano nonché allenatore della squadra di calcio dell’Istituto penale Beccaria per minorenni. “Credo molto nell’idea che lo sport possa essere uno strumento educativo, una palestra di vita. Vale per i bambini dell’oratorio come per i ragazzi detenuti. Contesti particolari come il Beccaria a Milano, o altri Paesi del mondo dove organizziamo campus estivi con i volontari italiani che vanno a condividere la gioia dello sport con ragazzi meno fortunati, danno forza alle potenzialità educative dello sport”. Un concetto è stato particolarmente condiviso: “L’integrazione nasce negli spogliatoi e nei momenti di convivialità del dopo-partita. Se c’è un luogo dove il razzismo é stato sconfitto, si chiama spogliatoio. Dentro quei pochi metri quadri, con panche e docce, il colore della pelle, la religione, il Paese di provenienza sono dettagli che interessano poco. Lì, in maglietta e calzoncini, ci si sente subito tutti uguali. Lo sport ha davvero una grandissima forza nell’abbattere barriere e distanze tra le persone e tra i popoli”.


La Asd Esperia Lomazzo è una squadra multiculturale e ha vinto la Coppa Disciplina dell’Open a 11 della serie B di calcio del Csi di Como. Direttore generale della società Claudio Chiaratti, panathleta e consigliere del Club di Como. Ha portato due ragazzi, TOURAY OSMAN e TRAORE AMADU, che hanno parlato della loro esperienza spiegando che integrazione e rispetto sono stati i punti cardine sui quali la società ha puntato. Osman, 31 anni, è arrivato in Italia due anni fa dalla Gambia. A lui piace lo sport, moltissimo. Aveva smesso di giocare a calcio nel 2007. Per un periodo si è unito alle Forze Armate del Gambia. Ora gioca solo a calcio. In italia da 10 mesi Amadu ha giocato per quattro anni in Costa d’Avorio vincendo per due anni il premio come miglior giocatore. Per entrambi le partite e gli allenamenti sono momenti di gioco e confronto costruttivo. Alla domanda “L’approccio ai tesseramenti come funziona in questi casi?” Chiaratti ha risposto che la FIGC non poteva consentire il tesseramento perché questi ragazzi non hanno uno “stato” ben definito. Il CSI ha permesso di poterli tesserare, ovviamente presentando i documenti necessari, perché la società voleva fare un campionato a 11. L’anno scorso hanno vinto una sola partita e pareggiata un’altra su 30 disputate; la coppa disciplina che loro hanno guadagnato è stato il traguardo più grande che potessero raggiungere. “Ci si scontra sempre con qualche persona che a volte usa epiteti che non sempre sono graditi – ha proseguito Chiaratti – ma loro non hanno mai reagito neppure con i giocatori in campo. Forse hanno preso due ammonizioni in tutto il campionato ma perché non hanno capito cosa voleva l’arbitro e quindi hanno commesso degli errori e, per ribadire il prestigio della coppa vinta, devo dire che l’hanno vinta su due gironi: il girone A (quello delle società più brave) e il girone B, il loro, vincendo con oltre 10 punti sulla seconda classificata su un totale di circa 40 squadre. Le difficoltà sono state notevoli. Problemi ci sono nel settore giovanile perché per qualche bimbo il colore della pelle era un problema non indifferente e poiché non si trovava bene il genitore lo ha portato via. Quest’anno invece alcuni genitori di ragazzi delle giovanili sono entrati a far parte della squadra di Osman e Amadu e per noi questo è stato un grande risultato. Abbiamo però un grosso problema. Le tre cooperative da noi hanno un movimento di persone notevolissimo e capita che magari dopo tre mesi ci troviamo con una rosa completamente stravolta per motivi vari (chi ottiene permessi di soggiorno, chi viene collocato in altre strutture. Ma loro non si sono mai disuniti, sono andati avanti e di questo faccio i miei complimenti al loro allenatore ALESSIO BUONGIORNO, che porta avanti questo discorso da due anni, premiato tra l'altro dal Comunedi Lomazzo come cittadino benemerito per il suo impegno per l'inclusione di questi ragazzi sul territorio”.

Per concludere Edoardo Ceriani ha presentato il suo “grande” amico Ilia BOEV studente che frequenta il Liceo sportivo del Sant’Elia e arriva dalla Russia. Per la prima volta è uscito dal suo paese per rimanere a giocare a pallacanestro in Italia. È ospite della Foresteria PGC insieme ad altri sette ragazzi. Aiutato da un insegnante di sostegno è stato finalmente tesserato e ha il permesso di soggiorno. Sta vincendo tutto. Il suo tutor italiano italiano è una garanzia: è il celeberrimo Prof. Tieghi!