STORIA DEL CLUB

 

1954 - 2017 Dalla fondazione a dicembre 2017

(costituzione, anniversari, azioni utili alla società, ecc.) in pdf 


IN QUESTA PAGINA: 

- Elenco Presidenti e Segretari

- Particolare di azioni svolte nel 2016 e 2017

- I primi 45 anni(storia e azioni utili alla società)



I PRESIDENTI 

ARTURO MOLTENI (1954-56)
MICHELE SPREAFICO (1957-58)
LUIGI CARLO CLERICI (1959-64)
SILVIO DE MAS (1965-66)
CAMILLO RUSCONI (1967)
EDOARDO ORSENIGO (1968-69)
ANTONIO SPALLINO (1970-75)
GIANCARLO GALFETTI (1976-79)
SANDRO REZZONICO (1980-83)
MINO BRUNO (1984-87)
ARNALDO RATTI (1988-91)
FILIPPO SALADANNA (1992- 95)
PEPPINO VIGANÒ (1996- 1999)
RENATA SOLIANI (2000-2003)
RICCARDO BARBERA (2004-2005)
CLAUDIO PECCI (2006- 2009)
CARLO GUARNERI (2010)
GIANCARLO ALBERTI (2011 - 2012)
PATRIZIO PINTUS (2013 - 2014/2015)
ACHILLE MOJOLI    (2016/2019)

I SEGRETARI

54 - 56  BORIS FRANCHI   
57 - 58  ANTONIO SPALLINO             
59 - 60  PIERLUIGI NESSI                    
61 - 64  PAOLO NESSI                         
65 - 66  PIERLUIGI NESSI                  
67         ANTONIO STEFANONI           
68 - 69  ANGELO SOLDANI                
70 - 71  PIERLUIGI PICCHIOTTINI    
72 - 81  OSIRIDE URBINATI               
82 - 85  RODOLFO POZZI                   
86 - 91  MAURIZIO DE COL               
92 - 99  FABIO  GATTI - SILO             
00 - 01  CARLO NESSI                      
02 - 03  ELIO COLOMBO                
04 – ancora in carica   ROBERTA ZANONI        



A seguire, i primi  45 ANNI

 

1954 - COSTITUZIONE

Costituitosi il 13 ottobre 1954 per iniziativa di 27 amici che ne divennero i soci fondatori, Como fu la quindicesima città a raccogliere il messaggio lanciato nel 1951 da Venezia per iniziativa dell'allora Presidente del Coni Provinciale Mario Viali. Il Panathlon allora era solo italiano (sei anni lontano dalla trasformazione in International). Due giorni dopo, il 15 ottobre 1954 veniva redatto il suo atto costitutivo e il 5 dicembre 1954 aveva luogo il primo convivio nel cuore di Como, l’albergo San Gottardo, quale prima sede. 

La spinta che i primi panathleti hanno sentito si può ricondurre da un lato al desiderio di salvaguardare lo sport in anni difficili, dall'altro alla volontà di comunicare la cultura sportiva che avevano appreso da giovani praticando lo sport e che era portatrice di "idealità, spiritualità, amore per lo sport e per la vita ma anche riflessione e insegnamento ai più giovani". 

Un messaggio di speranza che ebbe il merito di divenire movimento di opinione. 

Ricordando quei momenti scriveva nel 2003 Angelo Soldani, socio fondatore: "I valori che le varie discipline reclamavano per essere praticate (lealtà, rispetto delle regole e dell'avversario, fatica e rinuncia come mezzi di affermazione, amore per i colori sociali), in quegli anni si trasferivano spontaneamente, salvo rarissime eccezioni, anche alla base della formazione e della elevazione dell'uomo che -nello sport- non era stato mai tentato di forzature. Era quindi dolce il ritrovarsi tra ex uomini di sport per confrontare ricordi, ricercare similitudini nelle esperienze vissute da ciascuno, arrivare alla conclusione che questi valori erano stati davvero trampolino per passare dall'agonismo alla vita di tutti i giorni. Oggi non è più così, inutile imitare gli struzzi: quei valori sono decisamente insidiati da realtà che sono sotto gli occhi di tutti per cui al Panathlon compete di difenderli e di diffonderli. Quindi l'essere panathleti dà motivo di soddisfatto compiacimento quale ora appare come occasione di laborioso impegno".




1954 – 1974

I primi 20 anni -  Il punto di vista di Antonio Spallino (dal discorso pronunciato per i festeggiamenti del primo ventennale): “Se vent’anni sono molti per un uomo, possono essere moltissimi per la società perché mai prima d’ora la storia aveva registrato un’accelerazione così imponente, una evoluzione così significativa. Anche lo sport è stato coinvolto in questa trasformazione: non può essere un’isola nel mondo e lo sportivo non può disinteressarsi della storia che è cronaca di ogni giorno direttamente vissuta”. 

Per questi motivi il Panathlon di Como si fece promotore dell’incontro con i club lombardi, piemontesi e valdostani per scoprire e capire quale doveva essere la funzione sociale del Panathlon. 

“Le società sportive -proseguiva Spallino- sono scuole di vita, danno un grosso contributo alla crescita dell’uomo, responsabile delle proprie libere scelte. Dobbiamo stabilire come essere presenti nella società perché siamo un club di servizio e abbiamo ragione di essere nella misura in cui riusciamo a renderci utili agli altri. Recentemente il Club di Como ha voluto premiare due atleti laureatisi campioni d’Italia malgrado menomazioni fisiche. Inoltre ha cercato di svolgere una funzione critica e di stimolo nella società: così proprio dal Panathlon Club Como è partita l’iniziativa per l’istituzione dell’ora legale e quella per la riapertura della piscina Sinigaglia; sono state donate attrezzature per il gabinetto di medicina sportiva, è stata effettuata un’indagine tra gli studenti sullo sport e sulle attrezzature sportive cittadine; nel 1972 è stato costituito presso la Biblioteca civica un settore di libri sportivi (e in questo campo si è registrato un aumento di lettura del 239 per cento). In questo momento il Club comasco è impegnato in una ricerca sugli handicappati per i quali la pratica di alcuni sport può essere di grande aiuto per la realizzazione personale e l’inserimento nella società. (…) Due grandi temi sono ora da sviluppare: il rapporto con il mondo giovanile e lo sport nel tempo libero. In questo settore si deve evitare la burocratizzazione: i Club di servizio come il Panathlon, le associazioni sportive e i gruppi spontanei devono continuare ad avere un ruolo primario, uno spazio autonomo. La nostra attività deve essere proiettata al futuro. Così assolveremo il nostro compito al servizio dello sport e della società”.

I Presidenti:

ARTURO MOLTENI (1954-56)

MICHELE SPREAFICO (1957-58)

LUIGI CARLO CLERICI (1959-64)

SILVIO DE MAS (1965-66)

CAMILLO RUSCONI (1967)

EDOARDO ORSENIGO (1968-69)

ANTONIO SPALLINO (1970-75)

I Segretari

54 - 56 BORIS FRANCHI

57 - 58 ANTONIO SPALLINO

59 - 60 PIERLUIGI NESSI

61 - 64 PAOLO NESSI

65 - 66 PIERLUIGI NESSI

67       ANTONIO STEFANONI

68 - 69 ANGELO SOLDANI

70 - 71 PIERLUIGI PICCHIOTTINI

72 - 81 OSIRIDE URBINATI


1954 - 1974        Azioni utili alla società:

 - (Presidente Luigi Carlo Clerici) – 1959 – E’ stata proposta una raccolta di libri sportivi da cedere alla Biblioteca invitando i soci disposti a collaborare per tale scopo a mettersi in contatto con il Segretario

- Indagine conoscitiva sullo sport nella scuola e sugli impianti sportivi all’inizio degli anni 70. - Censimento degli impianti in città e provincia - Spinta, nella seconda metà degli anni cinquanta, per ripristinare e riaprire la piscina dello stadio Sinigaglia e costruire anche una piscina a Lecco (Como – Lecco, all’epoca avevano un unico Panathlon)

- L'attività sportiva, e quella turistica, in assenza di impianti dotati di illuminazione notturna, subisce un arresto quando calano le prime ombre della sera. Ebbene, proprio al Panathlon Club di Como venne dibattuta l'ipotesi di allungare i tempi di fruizione degli impianti istituendo l'ora legale. La voce del Panathlon venne raccolta dall'onorevole Giovanni Botta, che presentò in Parlamento la proposta di legge per l'istituzione dell'ora legale estiva. La proposta passò. L'iniziativa parlamentare è stata presentata con Antonio BASLINI per l'istituzione dell'ora legale dal 1° giugno al 15 ottobre di ogni anno conAtto C.1066 del 5 marzo 1964 - Leggi il documento - Giovanni Botta è stato anche promotore della Cassa Previdenziale per i Dottori Commercialisti.

- (Presidente Antonio Spallino)  - Medicina sportiva ed assistenza agli atleti sono stati temi affrontati con serietà in più occasioni. Parte rilevante ha avuto anche la funzione di stimolo esercitata presso le autorità comunali e provinciali nella realizzazione del Centro di medicina sportiva istituito in Via Croce Rossa e dotato di modernissime attrezzature per la valutazione degli atleti.

- Donazione alla Biblioteca civica (nel 72) della parte più consistente – 114 volumi – del nuovo reparto di letteratura sportiva.

- Nel 73, l’iniziativa del Panathlon ha portato all’introduzione nelle scuole elementari dell’insegnamento gratuito del nuoto.

- 1974 - Nel salone del Broletto pubblico dibattito “Le attività sportive nel quadro della attuale riforma della scuola”. Presente il Prof. Eugenio Enrile, ispettore centrale del Ministero della Pubblica Istruzione, Sisto Favre, Paolo Borghi, capo servizi tecnici sportivi del CONI, il Provveditore L. Pisani e il Sindaco di Como e Presidente del Club Antonio Spallino.

- 1974 - Conferenza su “Iniziative a favore degli Handicappati” (Sandro Rezzonico, Pia Pullici, Valfredo Cappetti). 


 

1974 – 1994

Il secondo ventennio è stato caratterizzato da un evento molto importante: nel 1988 la nomina di Antonio Spallino, salito ai massimi vertici del Panathlon International assumendone la Presidenza, rende il Club particolarmente orgoglioso e diventa una garanzia di una precisa linea di azione volta a fare dei Club Panathlon nel mondo punti di riferimento qualificati per un rilancio dei valori morali in campo sportivo.

I PRESIDENTI: ANTONIO SPALLINO (1970-75) - GIANCARLO GALFETTI (1976-79) - SANDRO REZZONICO (1980-83) - MINO BRUNO (1984-87) - ARNALDO RATTI (1988-91) - FILIPPO SALADANNA (1992- 95)

I SEGRETARI: (72-81)  OSIRIDE URBINATI  -  (82-85)  RODOLFO POZZI   - (86-91)  MAURIZIO DE COL -    (92-99)  FABIO  GATTI-SILO   

Oltre alle conviviali, vissute sempre con spirito di amicizia e di aggiornamento culturale, le iniziative utili alla società sono state innumerevoli. Le ricordiamo associandole ai festeggiamenti avvenuti ogni 5 anni.            



11 Giugno 1979

IL VENTICINQUESIMO è stato festeggiato con il Club di Varese al “Bel sit” di Comerio, in provincia di Varese ripetendo le analoghe occasioni come quella di Villa D’Este, dove furono ricordati il decimo e il ventesimo anniversario di entrambi i Club. “Il nostro obiettivo –ha ricordato aprendo il convivio il Presidente del Club comasco Giancarlo Galfetti- resta quello di stimolare la diffusione e la pratica dello sport nello spirito autentico che fu sempre l’ispiratore delle Olimpiadi, fin dai tempi dell’antica Grecia. Per questo abbiamo riunito nella nostra associazione tutti quanti credono nel valore morale della vita sportiva, nelle più disparate discipline.”

Osiride Urbinati, segretario del Club ha indicato la metodologia che il club sceglie per attivarsi: “Ci riuniamo di norma una volta al mese ed esaminiamo i problemi più urgenti dell’attività ginnico-sportiva della nostra zona. Successivamente decidiamo l’azione di stimolo da promuovere e ci comportiamo di conseguenza”.

Ancora una volta è stato un momento ideale per sottolineare il ruolo che i panathleti debbono svolgere nella società con un contributo prezioso di idee e di passione che può concretamente incidere nella vita civica. L’incontro ha sancito ancora una volta l’unione dei due sodalizi con un bilancio decisamente positivo.

Ricordiamo le principali azioni attivate:

1976 – il Presidente dott. Giancarlo Galfetti propone ai soci di prestarsi a trasportare con la propria auto i giovani paraplegici che svolgono attività sportiva in palestra e in piscina. Verranno regalati due archi da tiro ai paraplegici.

1977 – Penetrazione nelle scuole medie e superiori con la proiezione di documentari sportivi non prettamente tecnici ma che contengano una divulgazione scientifica della materia attraverso i Consigli d’Istituto (si legge un anno dopo: “esperimento riuscito ma siamo stati bloccati dalla diffidenza degli studenti, dalla burocrazia scolastica e dall’indifferenza degli insegnanti”)

1979 – Il club dona “un contributo finanziario al gruppo dei disabili che frequenta la palestra Mariani onde assicurare la presenza di un insegnante di educazione fisica che provveda ad assisterli e a guidarli nell’attività sportiva, tanto importante per il loro recupero”.

1979 – marzo; dibattito aperto alla città: “La violenza nello sport, degenerazione del tifo” con cinque relatori, un giudice, uno psicologo, un arbitro, un atleta e un tifoso



15 Settembre 1984 

Il TRENTENNALE è stato festeggiato a Tremezzo insieme agli amici del Panathlon Varese. Si è ribadito che l’attività associativa non è rimasta circoscritta alle riunioni conviviali, alle conversazioni interne e alle relazioni sulle varie specialità sportive. Il Club ha cercato di stare al passo coi tempi e di diventare una forza di opinione, convinto di poter dare un valido contributo di idee alla città e alla società. Quindi si è sforzato di sviluppare il lato sociale della sua attività proprio perché lo sport è un fatto sociale che incide nella quotidianità della vita. Di qui l’attenzione rivolta ai giovani, la ricerca di colloquio con le nuove generazioni e lo sforzo di porsi come interlocutore delle istituzioni per incidere concretamente, pur nei suoi modesti limiti, nella vita della città. E sotto questa angolazione va vista anche la costante ricerca di un collegamento con gli altri club di servizio, nella consapevolezza di poter offrire alla società un valido patrimonio di idee e di esperienze nel settore dello sport.

Azioni utili alla società:

1983 – (Presidente Sandro Rezzonico) - Dibattito aperto alla città: “Lo sport nella vita della città” (relatori Spallino e Soldani alla Camera di Commercio). Sviscerato il rapporto fra l’Amministrazione comunale e lo sport a Como.

1983- Collaborazione al corso per istruttori di sport per handicappati, alla piscina di Casate.

1984 – (Presidente Mino Bruno) - Conferenza: “Le nuove metodiche di medicina dello sport: quale incidenza hanno avuto sui recenti clamorosi risultati sportivi”, pubblico dibattito organizzato dal club a Villa Olmo. Relatore Francesco Conconi.

1984 - Convegno per operatori sportivi: “Handicappati e sport. Proposte di attività in palestra e in piscina”. Da quell’anno periodica organizzazioni di seminari, in collaborazione con l’Osha Asp, e stanziamento di contributi per formare istruttori sportivi che vogliono curare attività per ragazzi diversamente abili.


23 Settembre 1989

IL TRENTACINQUESIMO - Questo importante traguardo è stato celebrato nella Villa Ponti di Varese come da tradizione secondo una regola che vede i due club alternarsi nel ruolo di ospitanti ogni cinque anni. Entrambi i Presidenti hanno ribadito che il patrimonio morale conservato all’interno dei rispettivi club deve essere diffuso all’esterno nel mondo della scuola e dello sport, nelle istituzioni locali coinvolgendo soprattutto i giovani.

Interessante la raccomandazione espressa da Antonio Spallino, presente nella sua veste di Presidente Internazionale del P.I.: “(…) vi invito ad aprire le porte al rinnovamento perché in tempi di cambiamenti così rapidi sono necessari rapporti diretti fra esponenti delle diverse generazioni. Utilissima inoltre è la presenza delle donne, che sono il naturale veicolo di trasmissione dei valori, anche sportivi, nelle famiglie e nella società.”

Azioni utili alla società:

1986 – Conferenza: “Sport, detenuti e rieducazione”. Con il procuratore della Repubblica dott. Mario del Franco, la Direttrice della casa Circondariale di Como dott.ssa Francesca Fabrizi e il relatore dott. Sandro Rezzonico.

1987 – Il Consiglio mantiene l’impegno di contribuire ad attrezzare la palestra del carcere del Bassone e dona tre cyclettes e una bici da corsa (messa in palio nella lotteria natalizia dei carcerati). Inoltre il socio Lange Tremaroli ha tenuto con ottimi risultati un corso di difesa personale al quale hanno partecipato otto guardie carcerarie.

 1989 – (Presidente Arnaldo Ratti) - Convegno per operatori ed educatori: “Il doping: conoscerlo per prevenirlo – Lo sport come mezzo contro la droga”, biblioteca comunale. Relatori Dott. Antonio Rugginenti, presidente del Club di Lodi e Antonio Spallino, presidente PI.


15 ottobre 1994

IL QUARANTENNALE - Preceduti da un momento pubblico avvenuto nella sala consiliare di Palazzo Cernezzi celebrato dal Sindaco Alberto Botta, i festeggiamenti si sono conclusi al Grand Hotel di Como con la Cena di Gala.

Il Presidente Filippo Saladanna ha ricordato che il Club ha vissuto questi quarant’anni al servizio dello sport, per l’affermazione dei suoi ideali e dei suoi valori, con una proiezione concreta nel sociale. Un ringraziamento speciale è stato espresso ad Antonio Spallino perché grazie alla sua guida come Presidente Internazionale il Club comasco ha tratto notevole impulso qualificandosi sempre più come Club di servizio. Una maggior partecipazione dei soci ha permesso la creazione di “Commissioni” che operano nel sociale. Quella denominata “Giovani” ha realizzato corsi di aggiornamento sull’educazione sportiva per insegnanti nelle scuole elementari, registrando un lusinghiero successo di adesioni. Sull’esperienza sarà poi pubblicato un testo che verrà diffuso a livello nazionale; quella denominata “Handicappati” svolge un’opera preziosa a sostegno dello sport per disabili. Costante è stato l’impegno del Presidente Saladanna per evitare ogni comoda tentazione di chiusura; quindi non aristocratica élite dello sport ma organismo aperto verso la società. Così le riunioni conviviali non risultano fredde trattazioni tecnico-sportive ma occasioni di arricchimento culturale ed anche ricostruzione della storia dello sport cittadino con ospiti e relatori di prestiglio. In collaborazione con Coni e Csi sono stati inoltre organizzati convegni aperti alla città su temi di rilevante interesse come “Il doping”, “Etica e Sport” e “Il futuro delle sponsorizzazioni”.

1990 - Mostra “Lo Sport nell'antichità" (Mario Fittà) a S. Francesco (in collaborazione con il Comune) e dibattito in Biblioteca (foto sopra) con Sisto Favre e Antonio Spallino dal titolo “L’uomo, lo sport e la cultura”. Una iniziativa di alto livello del Panathlon comasco, aperta alla città.

1990: Istituzione del Premio Panathlon nato con lo scopo di fornire un riconoscimento ad atleti meritevoli sportivamente per essersi distinti nelle discipline praticate a livello dilettantistico e che abbiano un contemporaneo rendimento positivo nello studio o nel lavoro. Da allora viene consegnato annualmente.

1991 - (Presidente Arnaldo Ratti) - Viene rinnovato il contributo al corso per istruttori sportivi che si tiene a Bergamo e in città viene istituito un corso istruttori nuoto disabili

1992 - (Presidente Filippo Saladanna) In biblioteca a Como, conferenza: “Etica e sport: quali garanzie per il futuro?” (Roberto Contento, Donata Mosella, Antonio Spallino) – riservato a atleti, allenatori e responsabili di società sportive. 

1992 - In sala conferenze Unione Industriali, convegno “Educazione sportiva nella scuola elementare” (Antonio Daino, Guido Marcangeli, Renata Soliani): scarsa partecipazione panathletica ma grande interesse dal mondo della scuola.

1992 - Il club offre la partecipazione di due insegnanti al corso di Bergamo per formare operatori per disabili.

1993 - Corso di formazione in educazione motoria per insegnanti di scuola elementare (tenuti da Renata Soliani) nella scuola elementare di Via Sinigaglia a Como e di Asnago-Cermenate. Ripetuti per alcuni anni presso le loro sedi.

1993 - Convegno “Il futuro della sponsorizzazione nello sport” (Aricò, Colombati, Corsolini, Spallino) - Unione Industriali.

1994- 1° edizione ai giardini pubblici a lago del “GiocoSPORT”


Nel 1999 il Club ha compiuto i 45 anni di Fondazione

Il Consiglio ha ritenuto di non disperdere somme di denaro in festeggiamenti ma di impegnarsi in azioni di service quali:

- l’aiuola di San Rocco allestita dal socio Marino Maspes e che sarà donata al Comune,

- il contributo e la collaborazione con l’Osha-Orientamento sportivo handicappati

- la collaborazione con i non vedenti e le loro associazioni. 

Azioni utili alla società:

1995 – (Presidente Filippo Saladanna) Pubblicazione del volume di R. Soliani “Educare il movimento, educare attraverso il movimento” riconosciuto poi l’anno successivo al Premio Comunicazione del PI come “oscar panathletico”. 

1995 – Convegno “Attività fisica in età evolutiva” all'Unione industriali (Massimo Testa, Martino Ronzoni, Claudio Pecci) riservato a panathleti, dirigenti di società sportive ed educatori. Moderatore Antonio Spallino.

1996 – (Presidente Peppino Viganò) Censimento libri sportivi in biblioteca Nel 95-96-97, in collaborazione con CONI Provinciale ed alcune Federazioni, organizzazione di giornate di “GiocoSport” ai giardini pubblici a lago.

1996 - Premiazione degli atleti comaschi partecipanti alle Olimpiadi di Atlanta, a villa Olmo.

1997 – Convegno “Etica e sport” (don Angelo Riva, Spallino, Botta, Viganò), all'ELMEPE di Erba.

1997 - il Club si fa promotore di una scuola per istruttori di sci per non vedenti.

1998 – Il Club ha fatto restaurare il documentario (spedizione del CAI Como alle Ande peruviane del 1958) – un 16 mm di 35 minuti – girato dal cineasta-scalatore bolognese Mario Fantin riversandolo su cassetta (e poi DVD). Presentazione del film al pubblico all’Unione Industriali. Per scoprire che a migliaia di chilometri dall’Italia, una cima nella Cordigliera dell’Urubamba (a nord ovest della città di Cuzco, dove si trovano le vette maggiori del gruppo dello Yucay, a una quota di 5445 metri, tra nevi e ghiacciai perenni), si chiama “Cerro Panathlon”. Il capo spedizione era Luigi Binaghi, socio
fondatore del club comasco.

1998 – Organizzazione del Congresso Distrettuale nel salone d’onore a Villa Olmo. Temi: “Influenza dei mass-media sui comportamenti dei giovani nella pratica sportiva” e “Confine tra lecito e illecito nell’assunzione di sostanze idonee a potenziare il rendimento dell’atleta”.

1998 – Il club commissiona alla ditta Maspes un progetto per il recupero verde dell’area “aiuola di San Rocco” che porterà così anche l’insegna del Panathlon Club Como.

1998 - il club organizza una manifestazione per paraplegici e il Presidente Peppino Viganò dona una canoa all'Osha, Orientamento Sportivo. Altre attrezzature sono state regalate all'Osha dal nostro club.

1999 - Visita ai luoghi voltiani per accompagnare i non vedenti. Il socio Mondini ha ottenuto che i ciechi possano nuotare il sabato mattina nella piscina Sinigaglia.